Manici 24

Perché seguiamo il lavoro delle Camere, ogni giorno

Manici 24 esiste per una ragione semplice: rendere leggibile ciò che accade a Montecitorio e a Palazzo Madama senza trasformarlo in rumore. Pubblichiamo resoconti dei lavori d'aula, seguiamo le commissioni, ricostruiamo l'iter delle leggi in approvazione e raccogliamo le interrogazioni presentate dai gruppi. Non facciamo cronaca urlata: preferiamo i documenti agli slogan, i numeri di emendamento alle dichiarazioni di comodo. Chi ci legge vuole capire dove sta andando la legislatura, non solo cosa è successo ieri.

Documenti prima delle opinioni Ogni pezzo parte dal testo depositato: disegni di legge, relazioni di minoranza, resoconti stenografici. Le interpretazioni vengono dopo, e sono firmate.
Linguaggio istituzionale, non gergale Spieghiamo i passaggi procedurali senza dare per scontato che il lettore conosca il regolamento. Il lessico tecnico resta, ma viene contestualizzato.
Editoriali con una tesi dichiarata I nostri opinionisti scrivono cosa pensano e perché. Nessuna equidistanza finta: chi firma un editoriale si assume la responsabilità di quello che sostiene.
Continuità sui dossier caldi Riforme costituzionali, delega fiscale, sanità, trasporti locali: torniamo sullo stesso tema finché non è chiuso, anche quando l'attenzione generale si è spostata altrove.
Effetto per chi legge Un quadro aggiornato per orientarsi nel dibattito pubblico: cosa è stato approvato, cosa è fermo, quali nodi restano aperti e chi li sta ponendo.

Come siamo arrivati fin qui

Manici 24 nasce da una redazione che ha seguito i lavori parlamentari per anni, prima come cronisti di agenzia, poi come firma unica su un solo tema: cosa succede davvero tra Camera e Senato. Qui ricostruiamo le tappe che hanno definito il nostro modo di lavorare, senza scorciatoie e senza comunicati riciclati.

Il primo resoconto di seduta

Nel 2016 abbiamo pubblicato un unico articolo, un riassunto di tre ore di discussione sul decreto enti locali. Nessuna grafica, nessun commento, solo l'ordine degli interventi e i voti finali. Quella pagina è ancora il modello di tutto ciò che scriviamo: prima i fatti, poi le letture.

La scelta di seguire le commissioni

Nel 2018 abbiamo smesso di coprire solo l'aula. Le commissioni sono il posto dove i testi cambiano davvero, e senza seguirle si finisce per raccontare solo il risultato finale. Da allora ogni riforma costituzionale passa dalle nostre schede di audizione, con i nomi di chi ha parlato e i rilievi depositati.

Gli editoriali come sezione fissa

Nel 2020 abbiamo aperto lo spazio di opinione con una regola semplice: chi firma un editoriale deve indicare su quali atti basa il giudizio. Non pubblichiamo prese di posizione che non citino un testo, un emendamento o un verbale. È un vincolo scomodo, ma tiene separata la cronaca dalla lettura politica.

Il question time come appuntamento

Dal 2022 pubblichiamo il resoconto delle interrogazioni entro la sera stessa, con le domande presentate e le risposte del ministro. È diventato il nostro formato più letto, anche perché segnala cosa resta senza risposta, che spesso è la parte più utile per capire dove si sta andando.

La rete di corrispondenti dai gruppi

Negli ultimi due anni abbiamo costruito contatti diretti con gli uffici stampa dei gruppi parlamentari. Serve a verificare i numeri degli emendamenti e i tempi reali delle relazioni, non a raccogliere dichiarazioni. Quando un dato non è confermato da un atto depositato, lo scriviamo come non verificato.

Chi tiene in piedi il giornale

Manici 24 non è una redazione anonima. Dietro il resoconto di una seduta, la trascrizione di un'interrogazione o la nota su un emendamento c'è un gruppo ristretto di persone che segue i lavori di Camera e Senato con continuità, spesso dalle tribune stampa e dalle sale commissioni.

Qui trovi chi firma le pagine, con che competenza arriva sul tema e da quanto tempo segue quel filone. Nessun profilo decorativo: solo quello che serve a capire perché una notizia è raccontata in un certo modo.

Direzione editoriale

Helga Bernardi

Guida la linea del quotidiano dal 2016. Ha seguito per anni i lavori della commissione Affari costituzionali e conosce i regolamenti parlamentari abbastanza da accorgersi quando un emendamento cambia senso tra la presentazione e il voto. Cura personalmente gli editoriali sulle riforme istituzionali.

Resoconti di aula

Dott. Fausto Montanari

Segue le sedute di Camera e Senato con un metodo fisso: ordine degli interventi, emendamenti depositati, esito delle votazioni. Prima di arrivare in redazione ha lavorato come assistente parlamentare, e questo si vede nella precisione con cui ricostruisce i passaggi procedurali che altrove vengono saltati.

Interrogazioni e controllo

Marta Cestari

Si occupa di question time e atti di sindacato ispettivo. Tiene traccia delle risposte del Governo e delle domande rimaste senza seguito, perché è lì che spesso si capisce dove un tema sta andando davvero. Ha una formazione in diritto pubblico e collabora con l'ufficio studi di un ente locale.

Analisi dei testi

Pietro Lanzani

Legge i disegni di legge in versione comparata, articolo per articolo, e segnala dove il testo cambia rispetto alla versione precedente. È il riferimento interno per capire cosa resta dopo il passaggio da una camera all'altra. Scrive anche le schede di sintesi che accompagnano i pezzi più lunghi.

Documentazione e archivi

Giulia Ferraro

Gestisce l'archivio dei documenti citati: resoconti stenografici, relazioni di minoranza, pareri delle commissioni. Verifica ogni riferimento prima della pubblicazione e mantiene i collegamenti tra un articolo e quelli precedenti sullo stesso provvedimento, così il lettore può ricostruire il filo di una legge senza perdersi.

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